Il Maestrale, “maestro della navigazione di questo mare Mediterraneo”

Ah il Maestrale… che soffio d’aria meraviglioso… finalmente è arrivato anche quest’anno, spazzando il cielo, spennellandolo con le sue bizzarre nuvole, dipingendo le isole delle Bocche di Bonifacio di colori straordinari, limpidi e luminosi, e facendoci fare vela, vela sul serio, senza nostalgia dell’oceano…

Alla fine della settimana scorsa sono arrivati i primi tre giorni di Maestrale “vero”, quello che, con un po’ di fantasia, si può dire che arrivi quasi direttamente dall’oceano: le masse d’aria atlantiche entrano in Francia dal Golfo di Biscaglia, si incanalano lungo la Valle del Rodano e si sfogano rafforzate nel Golfo di Marsiglia. Da qui diventano Maestrale, o Mistral, e scendono lungo le coste corse e sarde, fino a incontrare le Bocche di Bonifacio.

Omero racconta spesso che il Maestrale prende il suo nome dalla direzione da cui spira, Nord Ovest, dove si trova, collocando la rosa dei venti al centro del Mediterraneo, Roma Magistra Mundi. Qualche vecchio dizionario attribuisce il nome al fatto che, semplicemente, il Maestrale è “il principale di tutti i venti, il maestro della navigazione di questo mare Mediterraneo. Entrambe le spiegazioni sembrano verosimili, e probabilmente entrambe sono vere.

Senza dubbio il Maestrale qui nelle Bocche di Bonifacio è davvero maestro di navigazione, e infatti Omero da tempo immemorabile dice a tutti “se volete imparare ad andare a vela, non venite a fare una traversata atlantica, venite nelle Bocche”. Il che è vero sempre, ma a maggior ragione quando soffia il Maestrale: che ci sia da risalirlo per conquistarsi Bonifacio o che lo si prenda al lasco per scendere dalla Corsica alla Sardegna regala veleggiate splendide (e veloci, molto veloci), e spesso indaffarate.

E poi, in poco tempo, si arriva in paradiso: la natura non lascia niente al caso, e dove ha messo il Maestrale che soffia forte ha messo anche i migliori posti per goderselo… Come già abbiamo scritto tante volte le isole delle Bocche sono un paradiso della vela, offrono ottimi ridossi immersi in un mare cristallino e nei profumi della macchia mediterranea

E così noi ce le siamo godute ben bene queste prime vere giornate di Maestrale in arcipelago. L’abbiamo preso di poppa per uscire da Bonifacio verso Lavezzi, dove abbiamo passato la notte all’àncora completamente da soli (non mi era mai capitato, è una sensazione bellissima…), e poi al lasco per una delle traversate delle Bocche più veloci che mi sia capitato di fare, con la Freya che cavalcava veloce l’onda.

E poi le isole dell’Arcipelago ci hanno accolto nei loro splendidi ridossi, Budelli prima e Spargi poi, che abbiamo ammirato senza altre barche accanto a noi. Nuotare fino alla spiaggia e ritrovarsi completamente da soli, immersi in tutte le sfumature del blu, circondati di verde profumato, con la Freya che dondola placida pochi metri più in là è la cosa più simile alla perfezione che si possa immaginare. Un altro dei vantaggi del Maestrale…