Mustique, ovvero il Basil’s Bar

Mustique, amata e odiata da chi veleggia alle Grenadine, è un’isola tutta particolare… Poche miglia a sud di Saint Vincent, sembra su un altro pianeta: bianca, ordinata, super chic, regno dell’understatement più britannico. Per noi, Mustique è soprattutto sinonimo di Basil’s Bar, uno dei bar più caratteristici di questa parte di mondo.

Passino quindi le eccentricità da super ricchi, passi il costo della boa, passi il rollío che certe notti è proprio troppo –  una sosta a Mustique durante le veleggiate alle Grenadine per noi è d’obbligo, perché andare al Basil’s Bar ci piace tanto. E abbiamo quindi preso male, molto male, la notizia che il Basil’s Bar come lo conosciamo noi da tanti anni sta per chiudere.

La voce era in giro già da un po’, e l’ultima volta che siamo stati a Mustique una grossa chiatta carica di materiali e ruspe sparse tra i cart da golf ci hanno spinto a chiedere direttamente a Basil, che pur non essendo più il proprietario del bar che ancora porta il suo nome, passa spesso. Dalla fine di febbraio il Basil’s Bar sarà chiuso, i lavori andranno avanti per diversi mesi e il nuovo Basil’s Bar sorgerà sulla collina dietro all’attuale bar.

Notizia che, per chi conosce il Basil’s, è un colpo al cuore: il bello di questo posto è sempre stata la sua terrazza sul mare, costruita su una palafitta magari un po’ sgangherata ma bellissima, con le sue assi di legno che lasciavano passare il rumore delle onde e intravedere l’acqua turchese, con l’albero di una barca a vela piantato a prua e la vista mozzafiato sul tramonto. Un Basil’s Bar a terra ci lascia un po’ di amaro in bocca, soprattutto a Omero che da 25 anni non ha saltato un frozen daiquiri o un blues festival. 

D’altra parte, tutto cambia, si sa: tante cose sono già cambiate negli anni qui alle Grenadine, e probabilmente il nuovo Basil’s Bar sarà bellissimo e servirà ancora i suoi ottimi cocktail al ritmo di buona musica. Noi però ce lo ricorderemo così, con l’oceano che batte il ritmo sotto la terrazza, i legni intarsiati, i cuscini colorati e, alle pareti, la storia dell’isola…

Un ritratto di Basil, grande gigolo oltre che intrattenitore, che ha visto negli anni le feste dei vip che popolano Mustique in inverno e che hanno fatto di Mustique quello che è diventata. Comprata negli anni ’60 da un barone inglese, l’isola è diventata in pochi anni da rifugio di pescatori a buen retiro di personaggi famosi, dalla Principessa Margaret a Mick Jagger, fino ad essere trasformata in una vera e propria società, i cui azionisti sono i proprietari delle ville.

Un grande dipinto che ricorda il naufragio della nave Antilles sul reef di Mustique, nel 1971, i cui passeggeri furono tutti salvati dalle barche a vela dei naviganti e dei pescatori che si trovavano nei paraggi.

Una stampa che riporta un improbabile stemma dell’isola, con tanto di teschio dei pirati, linguaccia dei Rolling Stones e bottiglie di champagne. 

E ci ricorderemo soprattutto le serate del Blues Festival, passate ad ascoltare la musica dal vivo delle band, guardando l’oceano, bevendo daiquiri.