Lisbona

Non è la prima volta che vengo a Lisbona, ma era passato tanto tempo, e la prima volta che ci sono venuta non avevo “gli occhi del mare”.
È davvero una città splendida… L’oceano, il vento, l’arte, i profumi meravigliosi (e io sono vegetariana, di solito il cibo che contiene carne o pesce non mi fa gola…), i colori, la musica, la gentilezza, la lentezza. questa luce meravigliosa, che immagino la renda un paradiso per i fotografi.

Ho solo il tempo di fare un giro per il centro: la Baixa, il Chado, l’Alfama, giù fino al mare, la Placa do Comercio, dove arrivavano le navi da oltre oceano a scaricare tutto quello che gli avventurieri erano riusciti a caricare. Oggi lungo le rive si fa jogging e si ozia nei bar, la ricchezza non arriva più dal mare, ma la città continua a essere legata indissolubilmente all’oceano.

Il segno più evidente sono le strade strettissime da cui invariabilmente si arriva all’acqua, a riparare dal vento da Ovest che arriva forte – e speriamo che duri, che ci porterebbe a casa dritti dritti con il gennaker! (Omero per scaramanzia non vuole che lo dica). Il grande acquario oceanografico che mi ero ripromessa di andare a vedere se avesse piovuto – ma c’è un bel cielo limpido, quindi giro per le piazze a bere birrette, prendere il sole, scrivere e godermi le mille immagini che Lisbona ha da offrire.

Il baccalà fatto in ogni salsa, preferibilmente fritto. Tanti negozi di cianfrusaglie antiche che arrivano da chissà dove, dove cerco i numeri che compongono la matricola della Freya (malattia, lo so), vecchie piastrelle dipinte a mano (gli azulejos, bellissimi). Mercatini coloratissimi e pieni di gente allegra. E, perché no, una certa indolenza e tendenza al camminare piano, forse tipica di chi sa che le cose importanti sono più grandi di noi, come l’oceano, e che affannarsi tanto non è poi una mossa così astuta.

Come sempre quando viaggio da sola, tranne rarissime eccezioni, trovo gentilezza e sorrisi, forse qui più numerosi rispetto alla media, è un bellissimo sabato pomeriggio. Prossima tappa Faial, Isole Azzorre, a rivedere la Freya e riprendere il mare.