La distanza

Ieri Omero raccontava delle sue prime traversate, fatte senza sistemi GPS. Il punto nave si faceva con il sestante, con il quale avendo buone condizioni meteo ed essendo pure bravino, riusciva ad approssimare la posizione stimata di venti/trenta miglia. Ovvero non sapeva esattamente dove si trovava, il che magari in mezzo all’oceano non era nemmeno tanto grave, ma cominciava ad essere un problema quando ci si avvicinava a terra e ci si doveva preparare ad affrontare secche, scogli e tutto il resto. Oggi il problema non esiste più, il GPS ci da’ posizioni precise al metro ogni volta che vogliamo. Eppure la distanza non sempre si riesce a calcolare nemmeno così.. Quanto è distante un’amica che compie gli anni se la pensi e riesci a sentirla? Quanto sono distanti i tuoi cari dopo tanti mesi che sei in mare? Quanto è distante casa certe sere che ti chiedi perché hai rinunciato a tutte le comodità per partire e sentire il vento in faccia? Quanto sei distante tu dall’idea che hai di te stesso, di quello che vorresti diventare? Sei sulla rotta giusta? Saper fare i conti con l’incertezza e l’approssimazione è una qualità utilissima in mare come a terra. Potrai anche non sapere esattamente dove ti trovi adesso, ma quel conta è sapere dove vuoi arrivare, ed essere pronto ad affrontare gli imprevisti che ti capitano per strada. E per questo il GPS serve a poco.