Diario di bordo – 4 dicembre 2014

Ore 20 UTC
Buona propagazione in radio stasera.
Si stanno a trascinando a 5 nodi sempre verso SW, con vento molto debole da SE, e molto caldo. Ogni tanto durante il giorno qualche formazione nuvolosa gli ha dato un po’ d’aria, ma niente di che. Le previsioni continuano a confermare poco vento, ma tutto sommato il morale mi sembra buono. Omero e’ molto arrabbiato con la formazione sulle Isole Vergini che gli toglie vento e sfoggia molti irripetibili termini marinareschi….. Da qualche barca poco distante si sentono invece voci affaticate, “c’e’ tanta voglia di arrivare”, e addirittura qualche “le provviste stanno finendo”. Ecco perche’ Omero ride sempre sotto i baffi quando lo prendono in giro per le cambuse abbondanti :)La posizione e’ 15° 21N 050° 24W (vedi mappa).
Mancano 600 miglia alla Martinica.La voglia di arrivare non manca di sicuro nemmeno sulla Freya, anche se non e’ cosi’ scontato… Io da sotto le mille miglia in poi mi sentivo un bel po’ a disagio. La barca e’ diventata ormai la tua casa, i tuoi compagni di viaggio i tuoi fratelli, e quella strana routine fatta di movimenti incerti e sveglie di notte e’ diventata ormai comoda. Comoda fisicamente magari non tanto, ma di certo comoda per considerazioni che all’inizio di un’avventura cosi’ sono offuscate dall’eccitazione, dall’adrenalina, dal pensiero dei cari a casa. E non e’ solo bello pensare che si arrivera’.. si comincia a realizzare che si dovra’ riprendere confidenza con la terra, il rumore, gli orari. Niente piu’ albe mozzafiato e tramonti dalle coreografie perfette, niente piu’ vento in faccia timonando, niente piu’ vita semplice fatta solo di essenziale. Si comincia a chiedersi se si e’ trovato quello che si cercava imbarcandosi, e se e’ quello che ci si aspettava. Si sente forte la mancanza delle persone piu’ care, quelle il cui pensiero magari ci ha anche fatto scendere una lacrimuccia o due, per fortuna nascoste dalla pioggia. E altrettanto forte si comincia a sentire che sarebbe bello navigare ancora a lungo, molto piu’ a lungo.
O forse questa e’ solo la mia storia, che dopo aver incontrato l’oceano non sono praticamente piu’ riuscita a scendere da una barca…

Ore 13 UTC
Ricevo da Omero:

La giornata a bordo e’ tranquilla, il sole gia’ alle prime luci e’ implacabile e i turni di guardia si susseguono regolarmente.
Ora stiamo orzando un po’ visto che il poco vento che c’e’ e’ girato un po a S, la prua della Freya e’ verso Trinidad e riusciamo a malapena a fare 4 nodi. E’ un po’ snervante, soprattutto se cominciamo a pensare che i prossimi giorni sara’ peggio.
Immagina il primo viaggio di Colombo: partire verso l’ignoto o quasi, e trovarsi in queste bonacce senza sapere cosa aspettarsi, quante miglia ancora davanti. Immagina questi uomini su barche che riuscivano a navigare solo con il vento in poppa, come potevano pensare di tornare dopo aver visto per settimane un vento da Est che non cambia mai? Mica lo sapevano che l’aliseo e’ un vortice di alta pressione che gira attorno al nucleo centrale in senso orario, e quindi alla nostra latitudine spirano da E a W, ma andando piu’ a nord vanno da W a E. (E mica avevano cuochi e stereo a bordo, aggiungo io).

La posizione della Freya e’ 15°39N  049°45W (vedi mappa).

Ore 10.30 UTC

Ancora due chiacchiere veloci con Omero sotto il gennaker.
La navigazione procede bene. Stanotte hanno avuto una quindicina di nodi da ESE, poi con l’alba il vento è un po’ calato. Le previsioni dicono che dopo il 50° meridiano ci sarà poca aria…
Mancano 660 miglia alla Martinica.
Enzo, ex capitano di vascello della Marina, cerca di far rispettare anche sulla Freya la tradizione del “giorno della gamella”, il giorno in cui a bordo gli ufficiali fanno quello che dice l’equipaggio. Lo vorrei proprio vedere…

Mario sforna pane piadine e tigelle, e risponde alle mille domande sulla Grecia di Omero, che già fantastica sulle prossime navigazioni mediterranee della Freya.