Una giornata in Oceano in barca a vela (di bolina)

Diario di bordo di una giornata in oceano in barca a vela – Comandante Omero Moretti, imbarcazione Freya

Sono sette giorni che siamo partiti dalla Martinica per tornare in Mediterraneo. Lasciare la banchina e tutte le comodità dalla terraferma costa sempre un po’ fatica, ma Freya e il suo comandante vogliono tornare a casa e l’equipaggio ha voglia di cimentarsi con l’Atlantico.

Prima della partenza per un traversata atlantica ci sono sempre tante cose da fare: riparazioni, controlli, verifiche, stivaggi, e formare l’equipaggio, sempre molto entusiasta, curioso e pieno di buona volontà, una dote che serve, perché le cose da fare sono tante.
Le persone arrivano in momenti diversi, in giorni diversi a seconda degli impegni e dei voli che hanno scelto, e ognuno deve essere accolto a bordo, deve familiarizzare con i propri compagni e con l’ambiente che lo circonda, la propria cabina, il bagno, la cucina, deve stivare il proprio guardaroba che è sempre tanto consistente da bastare per il giro del mondo. Anche se poi tutti, regolarmente, si riducono a portare per un mese sempre la stessa maglia…

In poche parole parto sempre stanchissimo, la consolazione è che in pieno Atlantico mi riposerò.

Il mio equipaggio è esperto, lasciamo la Martinica a sud e la Dominica sottovento, l’aliseo alla partenza è da Est pieno e non è forte, ma le prime onde, soprattutto la sera, mettono comunque in crisi. Si iniziano ad applicare i primi cerottini dietro le orecchie, ma nessuno manca il proprio turno di guardia e di timone, tre ore in tutto. È questo il principale impegno di una giornata a bordo in oceano in barca a vela: far andare la barca, in sicurezza. Il resto è secondario.

L’aliseo è teso, sui 20 nodi, l’onda sarà di almeno un metro e mezzo, Freya arranca di bolina. Deve guadagnare il vento per superare le isole e portarsi in pieno Oceano.

Siamo in alta pressione, che vuol dire bel tempo ma anche vento da est: siamo di bolina da sette giorni. Forse avrei dovuto scrivere: diario di una giornata in oceano in barca a vela di bolina, perché non è un aspetto secondario…
La vita a bordo di bolina non è molto comoda, tutto diventa complicato – anche andare in bagno: quelli sopravento non funzionano, con la barca sbandata non pescano acqua e non si possono utilizzare.

Nei primi giorni con la nausea la fame non si sente.
Pranziamo con verdura fresca e frutta, siamo partiti da poco e la cambusa ne è ben fornita. Per cena un risotto senza tanto condimento è miracoloso per la nausea. Giorno dopo giorno anche i più malati migliorano, oggi anche loro sono in grado di fare gli spavaldi.

Il vento rinforza, sì da’ una mano di terzaroli, il vento cala si tolgono le mani, arriva una raffica si scarrella la randa, si abbonaccia, si ricazza…

Domenica scorsa si è abbonacciato il vento e abbiamo dovuto procedere per un po’ anche a motore, ma nessuno si è lamentato:  finalmente Freya si è raddrizzata, abbiamo cenato a tavola, pasta e broccoli. Normalmente durante una giornata a bordo in oceano senza vento cercherei di pescare, ma stiamo attraversando il Mar dei Sargassi e queste alghe impediscono di calare la lenza. I sargassi creano anche altri problemi: l’altro giorno se ne è infilata una nell’elica del contamiglia e solo un bagno di un coraggioso ha potuto liberarlo. Lo abbiamo legato con una cintura e approfittando della bonaccia si è tuffato in Oceano, è bastata una passata con la mano sull’elica ed il contamiglia è tornato a funzionare.

Oggi è il giorno del mio compleanno e allora grande festa con costolettine di maialino al forno con patate. Abbiamo poggiato in modo da raddrizzare la barca ed apparecchiato la tavola quasi come in rada, non c’è tanto vento ed il mare è quasi calmo.
L’alta pressione ci sta regalando una traversata eccezionale, per me la prima con queste condizioni meteo che ci permettono di apprezzare la vastità dell’Oceano in giornate di sole pieno, mare calmo e tramonti che… vedrete dalle foto.

Omero, 7 aprile 2009 dall’oceano Atlantico

tramonto di una giornata in oceano in barca avela

5 commenti
  1. silvia
    silvia dice:

    cavolo, mi ero persa il diario di omero! sempre lì a cercare il sole o la barca sulla mappa e non ho visto che omero ci raccontava “la traversata”! bello sentirlo, sembra di vederli. auguri comandante, di cuore, che la vita possa darti sempre grande felicità in tutto ciò che fai.

  2. Mauri
    Mauri dice:

    Cara Silvia,sono io che l’ho messo oggi, dopo qualche giorno in cui non son riuscita a lavorare sul blog. Invierò i tuoi auguri ad Omero,oggi hanno un pò di vento ed hanno aperto le vele.

  3. Anonimo
    Anonimo dice:

    Da Riccarda un buon compleanno al mitico Omero e un caro saluto a Mauri(che seguo sempre sul blog,appena posso)!

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